Atalanta e Bologna: la rivincita della classe media

Atalanta e Bologna: la rivincita della classe media. In un’epoca in cui il calcio è spesso dominato da club con fatturati (e debiti in molti casi) elevatissimi, nel 2024 l’Atalanta e il Bologna hanno riscritto le regole del gioco. È la rivincita della “classe media”.

L’articolo è stato pubblicato su LA STAMPA.

L’Atalanta e l’Europa League

L’Atalanta continua a stupire e a incantare con il suo bel gioco. La vittoria nell’Europa League è la ciliegina sulla torta di un percorso di crescita costante e sostenibile. La squadra di Bergamo, sotto la guida del lungimirante allenatore e di una dirigenza attenta, ha costruito un modello di successo.

Un calcio offensivo, spettacolare, ma anche efficiente e solido, come il bilancio. La capacità di adattarsi e di superare avversari più quotati economicamente è il segno distintivo di una squadra che non ha paura di osare. La vittoria dell’Europa League dell’Atalanta è la dimostrazione che è possibile perseguire una strategia di sostenibilità finanziaria senza compromettere la competitività sportiva.

I numeri del bilancio consolidato al 30.06.23 sono impressionanti:

  • ricavi di poco superiori a 195 milioni di euro
  • utile di gruppo per l’ottavo anno consecutivo
  • patrimonio netto di 185
  • posizione finanziaria netta sostanzialmente pari a zero

In un’epoca in cui i top club fanno i conti con perdite di gestione e, in alcuni casi, con patrimoni netti pesantemente negativi, l’Atalanta ha una solidità patrimoniale rara, con 185 milioni di patrimonio netto e un indebitamento finanziario netto nullo. Numeri rari per un club di Serie A e ancora più rari per un club vincente.

Il Bologna in Champions

Il Bologna Calcio, squadra storica del calcio italiano, ha raggiunto un traguardo inimmaginabile per molti: la qualificazione alla Champions League. Un club che non dispone di enormi budget ha saputo costruire una squadra competitiva, guidata da un allenatore proiettato verso i top club.

Quando parlo dei bilanci del calcio, sottolineo che ci sono due diversi modelli di business: quelli dei top club e quello dei club cosiddetti di provincia. I primi devono necessariamente raggiungere la qualificazione alla Champions League, perché per poter ambire a un simile obiettivo hanno costruito “una macchina pesante”, con elevati costi per ingaggi e ammortamenti che possono essere coperti soltanto con i ricavi garantiti dalla partecipazione alla Champions League. Questa è la ragione per cui sarebbe stato imperdonabile, ad esempio, per la Juventus, fallire il piazzamento Champions.

A questo modello si contrappone quello dei club cosiddetti (senza offesa) di provincia, che non avendo le possibilità di investire somme ingenti nei calciatori, si accontentano di puntare alla permanenza in Serie A. Il Bologna ha dimostrato che si può essere “piccoli” e vincenti. Con i suoi 117 milioni di valore della produzione e un costo lordo del personale tesserato di poco superiore ai 65 milioni, ha ottenuto un risultato incredibile. Anche  l’Atalanta ha un costo del personale tesserato contenuto, di poco superiore a 77 milioni.

Atalanta e Bologna: la rivincita della classe media

Il successo di questi club riaccende quella passione che ha fatto del calcio lo sport più popolare del mondo. Ma da professore che si occupa di bilanci, non posso non ricordare che anche se il denaro non è certamente tutto, le statistiche sono chiare: il successo nel calcio è strettamente correlato all’ammontare degli ingaggi. E questo rende ancora più importante i risultati ottenuti da questi due club, due storie di successo che sono una boccata d’aria fresca e un esempio da seguire.

Il difficile sarà ripetersi, ma oggi Bologna e Atalanta sono la prova che il cuore, la testa e lo spirito di squadra possono portare a traguardi incredibili, e i tifosi possono festeggiare e sognare.

Se ti interessa il tema dei bilanci del calcio segui la sezione I BILANCI DEL CALCIO del mio blog

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