Cosa rischia l’Inter? Zhang vs Oaktree

Cosa rischia l’Inter? Ho atteso a lungo per poterlo scrivere, finalmente ci siamo (scherzo, non me ne vogliano i tifosi dell’Inter).
Ecco alcune mie riflessioni, premettendo che al momento non so come si risolverà la querelle tra Zhang e Oaktree (qui il Comunicato della proprietà).

L’errore di Zhang

Inizio con quello che ritengo un fatto: l’errore di Zhang. Il presidente era a conoscenza della data di scadenza del bond. Attendere (se le notizie riportate dai media sono veritiere) gli ultimi mesi/settimane per cercare un nuovo finanziatore che gli consentisse di rimborsare Oaktree, e non perdere la proprietà del club, è stata una grave ingenuità. Considerando che ci sono advisor di rilevanza mondiale, è strano. Se si fosse mosso per tempo, in caso di esito negativo (come avvenuto ora), avrebbe avuto il tempo tecnico per cercare di vendere bene il club.
Immagino che, volendo a tutti i costi mantenere la proprietà, non abbia valutato l’ipotesi della cessione, ma rimane un grave errore.

Niente “soluzione amichevole” con oaktree

Abbiamo scoperto (perlomeno io non lo sapevo), che Oaktree avrebbe diritto non soltanto all’estinzione del bond, ma anche al 20% dall’eventuale cessione del club da parte di Zhang. Questa potrebbe essere la ragione per cui (secondo quanto scritto dallo stesso Zhang nell’imbarazzante comunicato di ieri) Oaktree si sia opposta al tentativo di farsi finanziare da PIMCO, minacciando cause legali. Ma su quali basi? Sulla possibile violazione, da parte della società controllante l’Inter, del divieto di emettere nuovi bond prima dell’estinzione del debito verso Oaktree (considerato che il fondo PIMCO avrebbe finanziato la controllante dell’Inter attraverso la sottoscrizione di un nuovo bond). Non è la mia materia, ma è evidente che una simile clausola non dovrebbe avere alcuna efficacia qualora il nuovo bond, come in questo caso, fosse strumentale proprio all’estinzione del prestito verso Oaktree (e non a incrementare il debito). Quindi c’è qualcosa che non mi torna.

C’è un compratore alle porte?

Circolano anche voci/ipotesi che sostengono che Oaktree potrebbe avere già un compratore. È uno scenario possibile, ma non probabile, perché Zhang ne sarebbe all’oscuro e sarebbe piuttosto anomalo che un compratore si fosse reso disponibile senza avere avuto accesso alle informazioni riservate, come solitamente accade nelle trattative di questo tipo. È possibile che tutto si risolva e che siano solo schermaglie tra le parti per cercare di massimizzare i propri benefici? Sì, ma a questo punto anche questo scenario non è il più probabile.

Cosa rischia l’Inter? Lo scenario più probabile

Al momento, quello più probabile è il cambio di proprietà. A mio parere, la soluzione più razionale, sarebbe la concessione a Zhang di un tempo tecnico finalizzato alla cessione del club, così da consentire a Oaktree di incassare l’extra 20%. Sarebbe comunque una sconfitta per Zhang, che rischierebbe di cedere il club a condizioni peggiori di quelle che avrebbe ottenuto decidendo di cedere il club per tempo. Ma allora cosa rischia l’Inter? Nulla perché ci sarà solo un cambio di proprietà? Di essere “smantellata” perché Oaktree vorrà fare cassa e cederà i gioielli? Direi nessuna delle due.

Cosa rischia l’Inter? Zhang VS Oaktree

Qualche rischio c’è. Non mi riferisco allo smantellamento della squadra per fare cassa, come auspicato dai tifosi più rancorosi verso l’Inter, che sarebbe irrazionale da parte di un fondo (che per natura irrazionale non è), in quanto il club vale molto di più da competitivo. Da alcuni anni il club ha intrapreso un percorso di risanamento che ha prodotto dei risultati. Modificare la strategia, adottando per intenderci una politica di azzeramento del debito stile Milan, rischierebbe di compromettere la competitività sportiva e richiederebbe molto tempo (senza considerare che Oaktree ha già dei suoi rappresentanti nell’attuale CdA). A meno che Oaktree sia disponibile a tenere l’asset Inter per tre-quattro anni prima di cedere.

Qui un approfondimento sui debiti dell’Inter.

Ma allora cosa rischia l’Inter? Per prima cosa il cambiamento della proprietà rappresenta, di per sé, un fattore di rischio. Si potrebbe controbattere che Oaktree è certamente solido, ma il punto non è questo. Il fondo dovrà in ogni caso cedere il club, e si scopriranno soltanto a posteriori le caratteristiche di affidabilità e solidità del nuovo proprietario. Ma nell’immediato il principale rischio è quello di una battaglia legale che, anche se riguarderebbero Zhang da una parte e Oaktree dall’altra (e non l’Inter che nel mentre sarebbe diventata di proprietà di Oaktree), potrebbero quantomeno nell’immediato bloccare o ostacolare il processo decisionale. Potrebbero nascere problemi nei consigli di amministrazione e nelle assemblee, tali da bloccare i processi decisionali, con conseguenti riflessi sul mercato e sui rinnovi contrattuali. Alcuni giocatori preoccupati potrebbero chiedere di essere ceduti.

Come evitare i rischi

Si può evitare tutto ciò? Certamente sì. C’è un debitore che non è riuscito (al momento) a reperire la liquidità necessaria a fronteggiare il proprio debito. Se alla scadenza non ci sarà riuscito, potrà decidere di “desistere”, chiedere ai suoi uomini di dimettersi dal CdA, evitando di ostacolare il processo di cambio del vertice e, soltanto in un secondo momento, far valere le proprie (eventuali) ragioni in sede legale. Per il bene dell’Inter. Talvolta ciò non accade perché i legali ritengono che sia più efficace, ai fini di massimizzare i propri interessi, mettere i bastoni tra le ruote al nuovo proprietario, anche se ciò potrebbe creare problemi al club. Se capiterà, i tifosi dell’Inter probabilmente non ne saranno felici (ma lo saranno quelli delle altre tifoserie).

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