Juventus: il rimborso del bond

Juventus: il rimborso del bond da 175 milioni di euro. Quando si tratta di questioni tecniche, è curioso leggere tutto e il contrario di tutto. Da chi afferma che non è stato necessario utilizzare il denaro dell’aumento di capitale sociale da 200 milioni a chi afferma che la Juventus è “alla frutta” perché costretta a cedere ricavi futuri. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, premettendo che anche io potrei essere impreciso, perché alcuni dei ragionamenti devono inevitabilmente tenere in considerazione eventi futuri intrinsecamente incerti.

Utilizzerò fonti certe, cioè i documenti ufficiali Juventus per tentare una ricostruzione: Comunicato Stampa del 16.02.24.

Prima di tutto bisogna contestualizzare il momento. Siamo a febbraio 2024, la Juve ha approvato i dati del primo semestre al 31.12.2023 che presentano una perdita, superiore rispetto a quella dello scorso anno soprattutto a causa del calo dei ricavi a seguito della condanna in sede sportiva che ha pregiudicato la partecipazione alla Champions.

Al 31 dicembre 23 le disponibilità liquide ammontavano a meno di 13 milioni, è di tutta evidenza che tale somma non consentirebbe la restituzione del bond.

La carenza di liquidità non è dovuta soltanto ai mancati introiti e alle perdite di gestione. La Juventus, nel bilancio 2023, presentava uno squilibrio finanziario di breve periodo, cioè l’impegno a pagare nei successivi 12 mesi più di quanto prevedeva di incassare (in sostanza, aveva più debiti in scadenza per l’acquisto dilazionato di calciatori rispetto ai corrispondenti crediti in scadenza). Al 31.12 questo squilibrio si è significativamente ridotto, pertanto se da un lato ha assorbito cassa, significa che nel secondo semestre la situazione sarà migliore.

juventus: il rimborso del bond Come viene finanziato?

Ecco come lo spiega la società.

Oggi sarà pagata pertanto una somma di 180,9 milioni di euro.

Il bond sarà quindi pagato:

  • con la cessione pro-soluto di crediti per 35 milioni. La società si è fatta anticipare, da una società di factoring, dei crediti che sarebbero stati incassati più avanti, pro soluto significa che il denaro è della Juventus in via definitiva, naturalmente tutto ciò ha un prezzo, cioè l’incasso è stato inferiore al valore nominale dei crediti ceduti
  • utilizzando i fidi (la società precisa che “Al 31 dicembre 2023 il Gruppo dispone di linee di credito bancarie (..) non utilizzate per complessivi € 236,6 milioni (…)”
  • nuove linee bancarie e di factoring, per circa € 65 milioni, il parziale utilizzo delle quali è previsto ai fini del rimborso del bond in scadenza il 19 febbraio 2024”, ottenute anche attraverso la cessione di crediti futuri relativi a diritti audiovisivi.

Il bond è stato rifinanziato?

Si, ma solo in parte, da quanto spiega la società. Le modalità di rimborso potrebbero indurre a ritenere che sia stato rifinanziato, ma va si deve considerare che la scadenza del bond è anticipata rispetto al completamento dell’operazione di aumento del capitale sociale.

La società infatti precisa:

Non è vero che l’aumento di capitale sociale è già stato utilizzato a causa degli assorbimenti di cassa, ma nemmeno che è stato possibile restituire il bond senza utilizzare i 200 milioni.

La società cita il completamento dell’operazione di aumento del capitale sociale perché al momento sono stati incassati solo i 123 milioni versati dal socio Exor, ne mancano ancora 73.
Alla fine della stagione la società stima una riduzione dell’indebitamento finanziario. Pertanto, una parte del bond sarà sostituita con nuovo debito, una parte, invece, soprattutto grazie all’aumento di capitale sociale, consentirà di migliorare la posizione finanziaria netta.

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il rendiconto finanziario spiega il rimborso del bond Juventus

Vediamolo con i numeri analizzando il rendiconto finanziario.

L’attività operativa nel primo semestre ha assorbito 64 milioni di liquidità e ulteriori 39 milioni sono stati assorbiti dall’attività di investimento. Si può notare come la diminuzione dei debiti per l’acquisto dei cartellini dei calciatori sia superiore alla diminuzione dei crediti di circa 30 milioni. In sostanza, i primi sei mesi hanno assorbito cassa per quasi 103 milioni.

L’analisi dell’attività finanziaria consente di comprendere come sia stata finanziato tale assorbimento di cassa. La quota già incassata dell’aumento di capitale sociale ammonta a 127 milioni. Rispetto a giugno, la PFN è in leggero miglioramento (è passata da 339,9 a 326,8 milioni), si può infatti notare come siano stati rimborsati finanziamenti per 31 milioni e vi sia stato un minor utilizzo del factoring per 16 milioni.
L’attività finanziaria ha generato 67 milioni, pertanto, la quota restante, per coprire i 127 milioni, ha comportato la riduzione delle disponibilità liquide da 48,6 milioni a poco più di 13 al 31 dicembre 2023.

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