Il (business) del calcio non è una cosa semplice
Addetti ai lavori e tifosi in questi giorni lodano o criticano il mercato estivo della Juventus sotto la guida di Comolli. Partecipo anche io al gioco, ma dal mio punto di vista: quello del business calcistico e di come il mercato si ponga rispetto agli obiettivi economici fissati dalla Juventus stessa.
Come sempre in premessa ricordo che non sono un esperto di calcio, non valuto la qualità tecnico-tattica dei nuovi innesti. Lascio queste valutazioni a chi è del mestiere: io sono uno specialista di bilanci. Lo scorso anno avevo lodato Giuntoli perché era sostanzialmente riuscito a rifondare l’intera squadra riducendo i costi fissi. Poi il campo (da tifoso, ahimè), non gli ha dato ragione.
Perché è difficile fare mercato per un top club come la Juventus
Alcune premesse sono doverose. Chiunque si assuma la responsabilità di fare le scelte di mercato in un top club si deve muovere in un contesto complesso.
Nel caso della Juventus, Comolli ha dovuto tener conto (sono mie opinioni, ma piuttosto motivate) di numerosi paletti:
- Garantire competitività sportiva: raggiungere la qualificazione Champions e lottare per lo scudetto.
- Ridurre i costi fissi per ingaggi e ammortamenti, in linea con l’obiettivo di bilancio al 30 giugno 2027: tornare all’utile.
Si tratta di due obiettivi che possono sembrare inconciliabili. Se acquisti giocatori forti (e costosi), i costi fissi salgono. Se riduci i costi, rischi di non qualificarti in Champions, perdendo ricavi per 60-80 milioni (vedi il caso Milan).
Il tema del Financial Fair Play (FFP)
E come mai non ho citato i paletti del Financial Fair Play (anche se oggi si chiama diversamente)? Lo stesso Comolli li ha richiamati. La verità è che la Juventus ha fissato obiettivi ancora più ambiziosi: raggiungere un utile strutturale. Se questo traguardo verrà centrato, il rispetto del FFP sarà “automatico”.
Come si costruisce una squadra sostenibile
Se avessi la risposta definitiva non scriverei su un blog. Ma qualche spunto lo posso dare.
La strategia intrapresa dalla Juventus, con un’accelerazione lo scorso anno, è chiara:
- Inserire progressivamente in prima squadra i talenti della Next Gen.
- Ridurre gli ingaggi medi.
- Abbassare l’età media della rosa per consentire prospettive di plusvalenze o rinnovi con riduzione degli ammortamenti.
Lo scorso anno si è scelto di investire in due/tre giocatori “pronti” per dare esperienza al gruppo. Purtroppo non hanno reso come previsto e due di loro sono già stati ceduti in prestito.
Quest’anno l’approccio appare un pò diverso. Acquisti a costi più contenuti, riducendo quindi il rischio in caso di performance in campo non all’altezza delle aspettative.
Plusvalenze e aumenti di capitale: quanto contano davvero
Ai fini del raggiungimento dell’equilibrio economico, plusvalenze e aumenti di capitale contano poco nulla.
- Le plusvalenze sono ricavi tipici del calcio, ma rilevanti solo se ripetibili ogni anno. La Juve ha capito che non può più basare il proprio bilancio su 100-120 milioni annui di plusvalenze. L’obiettivo indicato nel business plan è plusvalenza inferiori ai 70 milioni mediamente.
- Gli aumenti di capitale migliorano la solidità patrimoniale, ma non aiutano a raggiungere l’equilibrio tra ricavi e costi.
L’unico modo per evitare futuri aumenti è garantire ricavi stabili e costi sostenibili.
Calciomercato Juventus 2025: Il voto al mercato estivo della Juventus
Il voto del calciomercato Juventus 2025 a Comolli è positivo con riserva. In fondo anche diverse sue operazioni (acquisti e cessioni) sono state fatte con condizioni.
Per chi volesse approfondire il tema, ricordo il libro “Come leggere i bilanci del calcio“:
Le operazioni su Douglas Luiz e Nico Gonzalez pesano ancora nei bilanci per via degli ammortamenti. Entrambi sono stati ceduti in prestito con obbligo di riscatto condizionato. Se scatterà l’obbligo di riscatto, nel bilancio 2025-26 il costo rosa si ridurrà di circa 16,5 milioni.
Secondo Calcio&Finanza, a settembre 2024 il costo della rosa Juve era circa 225 milioni, contro i 235 post mercato estivo (per la precisione, calcioefinanza scrive che sono simili, ma perché considera nel confronto anche l’effetto anche della finestra del mercato invernale 2024-25.). La differenza reale si vedrà nel 2025-26.
In caso di riscatto, i costi degli ammortamenti si ridurranno di circa 16,5 milioni, portando quindi in positivo (riduzione del costo della rosa di 6,5 milioni), il mercato estivo.
In e out
Qualche considerazione sulle singole operazioni.
I nuovi
Gli acquisti sono stati Kalulu e Conceicao, che in realtà erano già in rosa, nell’estate sono stati esercitati i riscatti. Il costo di Conceicao può sembrare elevato, 32 milioni, ma in realtà lo reputo un investimento. Se avessero acquistato alla stessa cifra un giocatore di 28 anni il ragionamento sarebbe stato differente. Conceicao ha già dimostrato il suo valore, anche se con un rendimento non costante ed è molto giovane, ha solo 22 anni. Ciò significa che è molto probabile che tra tre anni, per fare un esempio, la Juve potrebbe cederlo a un prezzo anche superiore.
I giocatori che invece non abbiamo mai visto indossare la maglia della Juve sono:
- David: il dato positivo riguarda il modesto costo sostenuto al momento dell’acquisto, 12,5 milioni, a fronte di un ingaggio è importante, di oltre 13 milioni annui, comunque inferiore se non erro a cinque altri giocatori che pesano sul bilancio Juve. Il dato negativo è che con il suo acquisto è caduto quello che sembrava essere il tetto agli ingaggi, considerato che si parla di circa 11 milioni lordi.
- Joao Mario: è un’operazione sostanzialmente neutra, considerato che se da un lato è stato acquistato dal Porto FC, allo stesso tempo è stato ceduto Alberto Oliveira Baio.
- Openda: nell’immediato il costo è legato al prestito, 3,3 milioni, più l’ingaggio pare di 7,4 milioni lordi. E’ previsto l’obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive (che non vengono mai rese note). In caso di acquisto definitivo, il prossimo anno, parliamo di una cifra abbastanza elevata, oltre 42 milioni.
- Zhegrova: un costo di acquisto contenuto, 15,5 milioni e uno stipendio pare intorno ai 4,6 milioni, per un costo complessivo a bilancio annuale superiore ai 7 milioni, certamente sostenibile.
Le uscite
Ho analizzato le due operazioni più importanti: Douglas Luiz e Nico Gonzales. Il prestito consente una riduzione degli ingaggi di 12,7 milioni lordi. Ho già citato la cessione di Alberto Oliveira Baio. A questi si aggiungono i talenti giovani: Mbangula e Savona, che liberano costi modesti, ma hanno consentito di ottenere plusvalenze. Le ulteriori cessioni sono state: Djalò, Vega, Weah. A cui si aggiungono: Pellegrini, Rovella e rispetto all’ultimo bilancio, Danilo, De Sciglio, Fagioli.
Il punto sul calciomercato in versione video con @twotalkstv.
Giovani della Next Gen: risorsa o sacrificio?
C’è chi critica il calciomercato Juventus 2025 che ha proseguito con le cessioni di giovani promesse come Savona. Comprensibile: fa male al tifoso. Ma nel modello di business la Next Gen serve anche a generare liquidità.
Comprendo i tifosi (faccio parte della categoria). Ma dobbiamo essere onesti: eravamo tutti concordi nel ritenere Savona già all’altezza della titolarità in prima squadra? Non esprimo la mia opinione, ma la risposta è no. È inevitabile che per un Yildiz che entra stabile in prima squadra (persino con la mitica maglia numero 10), altri saranno sacrificati sul mercato. Rispetto agli obiettivi di bilancio, non sono operazioni molto utili, perché si tratta di giocatori i cui costi di ingaggi e ammortamenti nel complesso sono spesso molto bassi. Però sono anche i giocatori più vendibili (proprio perchè costano poco e hanno ingaggi “bassi”).
Non si vende ciò che si vuole, ma ciò che il mercato compra.
Le prospettive future della Juventus
Tra il 2026 e il 2027 ci saranno riduzioni importanti dei costi rosa, grazie alle scadenze contrattuali di Arthur e Vlahovic (parliamo di 25 milioni). Anche in caso di rinnovo, l’ammortamento di Vlahovic si abbasserebbe sensibilmente.
Perché Comolli ha parlato del FFP? Potrebbe essere stato un messaggio ai tifosi. Nei prossimi due anni, il costo della rosa dovrà ancora ridurre, sia per rispettare i paletti del FFP, sia, soprattutto, per consentire il raggiungimento degli obiettivi della proprietà. Ma ricordo che queste decisioni potranno ancora cambiare: lo scorso anno nessuno prevedeva un mercato Juve estivo così vivace. Se la “rosa Giuntoli-Motta” avesse performato, quest’estate la Juve avrebbe solo fatto qualche piccolo ritocco. Lo stesso vale per il futuro. L’auspicio (della proprietà e di noi tifosi/piccoli azionisti) è che la Juve torni ai livelli di competitività sportiva del recente passato.
Se la Juventus tornerà competitiva in Champions e in campionato, potrà entrare in un circolo virtuoso e raggiunger l’agognata sostenibilità economica nel medio lungo termine:
- meno necessità di spendere sul mercato
- valorizzazione dei giovani con possibili plusvalenze / riduzione ammortamenti in caso di rinnovo
- incrementare i ricavi grazie a migliori risultati in Champions
- crescita dei ricavi commerciali e delle sponsorizzazioni, i miei ricavi preferiti.
Perché sono i miei preferiti (bilancisticamente parlando?) Perché sono gli unici, entro certi limiti, che non dipendono dai risultati sportivi.
Il mio intervento sul calciomercato a juventibus https://www.youtube.com/@juventibuslive




