Capire il bilancio: “We think in profits, but we spend cash”

Per capire il bilancio di un’impresa una delle competenze “preliminari” è saper distinguere nettamente tra reddito (guadagno) e cassa (denaro).
È fondamentale comprendere come senza il primo (il reddito) non ci può essere il secondo (cassa), ma anche che il primo non garantisce in alcun modo l’esistenza del secondo e, anzi, talvolta la mancanza del secondo pregiudica il primo!
Tutto chiaro ora? Forse è meglio fare un passo alla volta.

All’inizio può non essere facile cogliere la differenza, perchè per molti, nella vita di tutti i giorni, il concetto di “guadagno” e di “denaro” sono sovrapposti.
Un lavoratore con uno stipendio di 1.400 euro è abituato a ricevere verso fine mese il bonifico di quei 1.400 euro e il suo guadagno e le sue disponibilità liquide (il denaro) coincidono. I nostri nonni o bisnonni se non avevano i soldi non spendevano. Quando avevano i soldi compravano. Oggi è tutto più complicato ed è fondamentale avere chiara la differenza non soltanto per capire il bilancio, ma anche per gestire correttamente le proprie finanze personali.

Il credito al consumo e l’indebitamento

Una persona che guadagna 1.400 euro al mese (lo stipendio) e che non ha alcun risparmio, può comunque acquistare una smart tv al prezzo di 2.000 euro. Evidentemente non starebbe applicando la relazione di un tempo: ho i soldi compro, non ho i soldi, prima risparmio e poi compro. Nonostante lo stipendio di 1.400 euro rappresenti il guadagno, a partire dal mese in cui sarà dovuta la rata della smart tv, si dovrà ricordare che quel guadagno non corrisponde più al denaro che può spendere. Se anche avesse in tasca in contanti tutti i 1.400 euro, si dovrebbe ricordare che 100 euro non sono “disponibili”, sono impegnati per pagare la rata mensile.

Quella persona continuerà a guadagnare 1.400 euro al mese, ma fino a quando non avrà terminato di pagare la smart tv, le sue disponibilità finanziarie saranno inferiori a 1.400 euro. 1.300 euro rappresentano liquidità disponibile e 100 euro il debito relativo all’acquisto a rate. E se l’impresa il mese successivo non gli facesse il bonifico, a causa di difficoltà finanziarie (mancanza di liquidità), il suo reddito rimarrebbe di 1.400 euro mensili, ciò nonostante, non avrebbe i soldi per la rata della tv. Se poi oltre alla tv si dovesse comprare anche l’auto a rate, o le vacanze, la situazione si complicherebbe ulteriormente e richiederebbe una qualche forma di “contabilità” per evitare di spendere troppo rischiando poi di non riuscire a pagare le rate (cioè i debiti).
Tutto questo per l’impresa è la regola, il guadagno (ricavi – costi) non coincide mai con la disponibilità del denaro, come vedremo tra poco.

aspetto economico e aspetto finanziario: due facce della stessa moneta

Agli studenti dico sempre che è un pò come non riuscire a vedere che una moneta ha due facce. Sono due cose diverse, ma strettamente collegate tra loro. Fino a quando non riesci a vedere con chiarezza le due facce, significa che non hai capito la differenza tra reddito e cassa. Una qualunque operazione di acquisto o di vendita, effettuata da parte di un’impresa o di una persona è lo stesso, presenta sempre “due facce”: l’aspetto economico (costo o ricavo) e l’aspetto finanziario (entrata o uscita di denaro, immediata o posticipata).

Pensa a quando vai a fare colazione al bar: cappuccino e brioches 3 euro. Vedi due facce o una soltanto? Qualcuno starà pensando, se pago 3 euro, ho 3 euro in meno in tasca, quindi quella è un’uscita di cassa. Non c’è l’altra faccia. A chi pensa così dico, se il cameriere ti dicesse “non ti preoccupare, paghi poi a fine settimana”, quale sarebbe la tua conclusione… che la colazione è gratis? Non penso.

Pensa alla moneta: da un lato c’è l’uscita di cassa, il pagamento, dall’altra, il costo, il prezzo da sostenere per poter fare colazione al bar. E quel costo c’è anche se non paghi così come il ricavo rappresentato dallo stipendio c’è anche se non ricevi il bonifico. Ho detto ricavo e non più guadagno, perchè il vero guadagno è pari alla differenza tra lo stipendio e i costi sostenuti per ottenerlo. Ad esempio, la spesa mensile per raggiungere il posto di lavoro. Tornando alla nostra colazione, il prezzo è sempre 3 euro (il ricavo nel bilancio del bar) solo che l’altra faccia della medaglia in quel caso non sarebbe un’uscita di cassa, ma un debito (un’uscita di cassa ad una data futura).
Ecco a voi la “partita doppia”!

il bilancio nella quotidianità

Per avere il controllo della situazione bisognerebbe prendere due fogli. Nel primo, per capire l’ammontare complessivo di costi che si possono sostenere, bisognerebbe appuntarsi i ricavi (lo stipendio) da cui sottrarre tutti i costi (la colazione, i vestiti, l’auto, ecc.). E ciò indipendentemente dall’aver o meno incassato i ricavi e pagato i costi.

Nel secondo, per assicurarsi di avere i soldi il giorno in cui si deve pagare, ci si dovrebbe appuntare per ogni ricavo se c’è stato l’incasso o si è originato un credito. Allo stesso modo, per ogni costo, se c’è stato il pagamento oppure si è originato un debito. A causa dello sfasamento temporale tra il momento di maturazione dei ricavi e l’effettivo incasso e tra il sostenimento dei costi e l’effettivo pagamento, infatti, diversamente ci si potrebbe trovare in alcuni giorni senza i soldi necessari per sostenere un acquisto. Oppure con più soldi in tasca di quelli che si possono spendere.

capire il bilancio: il Reddito e la cassa

Capire le relazioni tra costi e ricavi e tra cassa, debiti e crediti è fondamentale per un imprenditore interessato a capire il bilancio. Nel bilancio di un’impresa il “guadagno” è chiamato “utile d’esercizio” e si ottiene dall’eccedenza dei ricavi sui costi. In caso contrario (eccedenza dei costi sui ricavi), si ha una perdita d’esercizio. Immagina di avere l’intenzione di fondare un’impresa.

Per prima cosa dovresti crearla e ciò comporta affittare (o acquistare) il capannone, acquistare i macchinari e le attrezzature, le materie prime, assumere il personale. Dovresti sostenere significativi costi, prima di ottenere ricavi dalla vendita sul mercato dei prodotti aziendali (auspicabilmente ad un prezzo superiore ai costi sostenuti per realizzarli). Non è “sufficiente” come per un lavoratore dipendente mettere a disposizione le proprie competenze ed il proprio tempo per ottenere un guadagno. Un imprenditore (salvo eccezioni) deve prima sostenere le uscite finanziarie per pagare i costi e successivamente otterrà i ricavi e incasserà i crediti.

E se ad un certo momento dovesse effettuare dei pagamenti ma non avesse a disposizione la liquidità sufficiente, se possibile, si dovrebbe necessariamente indebitare (magari richiedendo un prestito ad una banca). In questi casi l’impresa deve essere in grado di sostenere l’onere dell’indebitamento, rappresentato dal dover restituire il prestito ricevuto (aspetto finanziario) e dal costo dell’indebitamento, l’interesse passivo (aspetto economico), che costituisce un ricavo per il finanziatore. Naturalmente, un costo dell’indebitamento elevato può pregiudicare il guadagno (l’utile dell’esercizio) dell’impresa.
Ricapitolando, per iniziare un’attività di impresa bisogna avere un’idea e una somma di denaro.
E tutto ciò cosa c’entra con il capire il bilancio aziendale?

CAPIRE il bilancio: Lo stato patrimoniale eD Il conto economico

Se ogni operazione dell’impresa (il “fatto amministrativo” tra gli addetti ai lavori) ha due facce, allora anche il bilancio deve essere composto da due diversi prospetti. Vedremo poi che in realtà sono di più ed il numero dipende dal tipo di bilancio che redige l’impresa. Nel primo, lo “stato patrimoniale“, sono riportate le informazioni di natura finanziaria (es. il denaro, i crediti ed i debiti). Ci sono anche le informazioni patrimoniali, ma di queste ne parleremo nella prossima puntata. Nel secondo, il “conto economico“, sono riportati i ricavi ed i costi e potremo verificare se l’impresa è stata in grado di produrre reddito (ricavi > costi).

Ora siamo pronti per ripartire dall’inizio:

  • senza il primo (il reddito) non ci può essere il secondo (cassa)“: significa che per creare nuovo denaro che può essere speso è necessario che l’impresa cedendo sul mercato i propri prodotti ottenga ricavi superiori ai costi che sostiene per produrre tali prodotti
  • il primo non garantisce in alcun modo l’esistenza del secondo“: se vendi i prodotti ottenendo ricavi superiori ai costi ma poi non incassi le vendite (cioè i crediti), puoi essere senza denaro nonostante tu abbia guadagnato
  • talvolta la mancanza del secondo pregiudica il primo“: se un imprenditore non ha denaro sufficiente a fronteggiare i pagamenti (ad esempio, perchè non riesce ad incassare le vendite), si deve indebitare per ottenere tale denaro. L’indebitamento (es. prestito della banca) ha un costo (gli interessi passivi), che si somma agli altri costi e potrebbe (così avviene per le imprese finanziariamente troppo indebitate) portare l’impresa a produrre perdite (e non utili)

E la differenza tra profitto e ricchezza?

Per chi avesse perso la prima puntata.

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