Come si valuta l’indebitamento di un club di calcio: Juventus VS Inter

Juventus o Inter, chi ha più debiti? Da mesi, sui social e non solo, impazza il dibattito tra tifosi e giornalisti. Ho già scritto più volte che è un tipo di “competizione” che non mi entusiasma, preferisco quella nel campionato, ma l’attenzione mediatica rappresenta una buona occasione per cercare di fare un po’ di chiarezza. Sgombriamo il campo da alcuni diffusi equivoci: la comparazione sulla base dei debiti totali non ha alcun senso.

Per varie ragioni:

  • un determinato ammontare di debito può essere sostenibile per un’impresa, ma non per un’altra: dipende dalla capacità dell’impresa di creare liquidità. Così come per una persona che guadagna 1.000 euro al mese un debito di 4.000 euro sarebbe insostenibile, non sarebbe altrettanto per una persona che ne guadagna 100.000 euro al mese
  • i debiti da monitorare non sono quelli complessivi, ma soltanto i debiti di natura finanziaria. Gli altri debiti, nel caso di un club di calcio rappresentati dai debiti verso gli altri club, in buona parte sono controbilanciati dai crediti verso i club. Va poi considerato che gli acquisti e le vendite di calciatori tra club italiani avvengono ricorrendo al meccanismo della stanza di compensazione
  • se proprio si vogliono guardare i debiti totali, allora il loro totale deve essere ridotto dei corrispondenti crediti totali e della liquidità disponibile (e comunque l’ammontare così ottenuto presenterebbe sempre il difetto di essere un valore assoluto e andrebbe rapportato ai ricavi o a un indicatore della capacità di produrre liquidità)

La posizione finanziaria netta – PFN

Il debito finanziario deve essere poi ridotto della liquidità e mezzi equivalenti, così da ottenere la posizione finanziaria netta (PFN). Poiché anche la PFN è un valore assoluto, per valutare la sostenibilità dei debiti finanziari è necessario rapportare tale ammontare con un indicatore della capacità dell’impresa di produrre cassa (es. l’EBITDA), oppure con i ricavi.

Per poter fare comparazioni tra i club è sempre necessario determinare degli indici, cioè dei rapporti tra due distinti valori.

La solidità patrimoniale

Nel valutare la dimensione del debito finanziario, inoltre, oltre alla capacità di creare liquidità, si deve anche considerare che tipo di garanzia può fornire al finanziatore: un’impresa patrimonialmente solida può ottenere condizioni migliori (un minor costo di interessi) e indebitarsi maggiormente rispetto a una sottocapitalizzata, poiché è in grado di fornire maggiori garanzie, cioè il rischio per il finanziatore di non riuscire a ottenere la restituzione del prestito è inferiore.

Il patrimonio di un club di calcio, cioè la garanzia patrimoniale, non si valuta soltanto in termini quantitativi (es. la Juventus nell’ultimo bilancio ha un P.N. di 42 milioni di euro), è necessario valutarlo anche dal punto di vista qualitativo (non soltanto per un club di calcio). È cioè rilevante verificare da cosa sono costituite le attività dello Stato patrimoniale.

Ad esempio, nel caso di Juventus e Inter, la presenza dello stadio di proprietà e altri investimenti di natura immobiliare forniscono una garanzia più solida rispetto a asset di natura immateriale come marchi rivalutati (considerato che il marchio di un club di calcio non può di fatto essere ceduto sul mercato e il suo valore è estremamente volatile). Nel bilancio della Juventus il valore del marchio non è valorizzato (i soggetti IAS non possono iscrivere il marchio al fair value).

Il ruolo della proprietà

Nel caso dei club di calcio, inoltre, non si può non considerare la solidità della proprietà. I club di calcio, infatti, spesso presentano perdite di bilancio e una capacità di produrre cassa insufficiente a fronteggiare l’indebitamento.

L’insufficiente creazione di liquidità e l’insufficiente garanzia patrimoniale viene spesso compensata dal sostegno finanziario da parte della proprietà. I top club, infatti, spesso presentano le caratteristiche di imprese che in economia aziendale sono definite “a vitalità economica riflessa”, poiché la loro vitalità è ottenuta grazie alla capacità della proprietà di garantire un continuo sostegno. Tale modello, almeno nelle strategie dichiarate dai top club, è destinato a essere sostituito con un modello che ricerca la sostenibilità finanziaria. La vera scommessa non è tanto quella di raggiungere la sostenibilità finanziaria, quanto quella di raggiungere tale sostenibilità senza pregiudicare la competitività sportiva.

il costo dell’indebitamento

Un altro aspetto rilevante è il costo dell’indebitamento: gli interessi passivi non devono essere così elevati da compromettere la redditività dell’impresa. Nel caso dei club di calcio, che spesso chiudono in perdita, gli interessi passivi costituiscono un elemento di appesantimento dei risultati negativi. Per misurare il costo dell’indebitamento, si rapportano gli oneri finanziari ai ricavi e a tale indicatore si affianca il rapporto tra l’EBITDA e gli oneri finanziari.

I risultati sportivi

Per le peculiarità dei club di calcio, inoltre, non si può non tenere conto dei risultati sportivi che il club ottiene sul campo, considerata la loro rilevanza rispetto al raggiungimento di un livello di ricavi elevato. Ad esempio, un livello di indebitamento molto alto, a seguito dell’acquisto del cartellino dei giocatori, può essere “giustificato” se strumentale all’ottenimento di un piazzamento in campionato che garantisce la partecipazione alla Champions, alla luce dei maggiori ricavi che il club potrà ottenere, mentre sarà meno giustificato se il club non raggiunge tale piazzamento.

Juventus o Inter chi ha più debiti? per discutere di questi temi è necessario acquisire competenze

Questo e altri numerosi temi sono approfonditi nel libro “Come leggere i bilanci del calcio”, disponibile in formato cartaceo (su Amazon) e ebook (sulle principali piattaforme – qui per KOBO) (qui la presentazione e alcuni video). Un libro per tutti i tifosi interessati a comprendere perché i bilanci sono diventati così importanti e consentono di comprendere le possibilità della propria squadra del cuore di fare mercato e di ottenere un buon piazzamento nel campionato.

Per chi invece fosse interessato ad acquisire competenze specialistiche sugli indicatori di bilancio, su come si valuta la sostenibilità del debito e, più in generale, su come valutare lo stato di salute di un’impresa, segnalo “Come valutare la performance dell’impresa” (qui la presentazione).

I debiti di Juventus e Inter

Proviamo ad applicare quanto sopra illustrato ai bilanci al 30.06.2023 di Juventus e Inter.

L’Inter al 30 giugno 2023 presentava un livello di indebitamento finanziario insostenibile, persino superiore ai ricavi. Ma tale lettura non sarebbe corretta, in quanto parte del debito finanziario del club (128 milioni) è costituito da prestiti ricevuti dalla controllante che, praticamente sempre, sono stati oggetto di rinuncia al fine di sostenere il club dal punto di vista patrimoniale. Infatti, la perdita dell’esercizio 2023 è stata ripianata nel mese di settembre 2023, prima dell’approvazione del bilancio, attraverso la rinuncia a 76 dei citati 128 milioni. Nonostante tale rinuncia, il rapporto PFN/Ricavi scende all’84%, un valore ancora insostenibile che richiederà nuovamente il supporto a titolo di capitale di rischio da parte della proprietà. Anche escludendo interamente i 128 milioni di debito verso la proprietà, ovvero la parte che residua stante l’avvenuta rinuncia 76 milioni di euro, il rapporto PFN/Ricavi raggiunge il 72,5%, un ammontare comunque molto elevato.

Anche la Juventus presenta un livello di indebitamento elevato, anche se il rapporto è un po’ migliore, in quanto ammonta al 67%. Nel confronto, però, è anche bene considerare che la Juventus ha effettuato significativi investimenti immobiliari negli ultimi anni. Nell’ultimo anno, in particolare, sono stati investiti oltre 47 milioni di euro. È pertanto di tutta evidenza che, qualora non fossero stati effettuati tali investimenti, l’indebitamento finanziario complessivo sarebbe stato inferiore del medesimo ammontare (l’incidenza del debito finanziario sui ricavi sarebbe pari al 58%).

Esclusione Champions e aumento di capitale

Come tutti sanno, però, la Juventus nell’esercizio in corso registrerà una contrazione dei ricavi a causa della mancata partecipazione alla Champions League. Ecco perché, considerata la prossima scadenza del bond da 175 milioni, la Juventus ha preannunciato che l’aumento di capitale di 200 milioni sarà utilizzato, prioritariamente, per ridurre il livello del debito. In questo modo, la contrazione dei ricavi sarà controbilanciata dalla riduzione del debito. L’anno successivo, se la Juventus raggiungerà un piazzamento in classifica tale da garantirle la partecipazione alla Champions, potrà migliorare significativamente il rapporto PFN/Ricavi, grazie all’incremento dei ricavi.

Contano anche le scadenze

Nel valutare la sostenibilità del debito, inoltre, bisognerebbe anche verificare le scadenze, ovvero quando dovrà essere estinto il debito. Nel caso dell’Inter, ad esempio, una quota significativa del debito finanziario scadrà soltanto nel 2027, consentendo quindi al club di beneficiare di un po’ di tempo per recuperare la liquidità necessaria a estinguere il debito (come noto, non è oggetto di questo approfondimento, non vale lo stesso per la società controllante del club, che dovrà a breve estinguere il famoso prestito ottenuto concedendo in pegno il club stesso).

Dal rapporto PFN / Ricavi emerge quindi un livello di indebitamento dell’Inter superiore a quello della Juventus. Nel mondo del calcio, viene spesso calcolato l’ammontare dei debiti complessivi al netto dei crediti complessivi (e aggiungerei, la liquidità attiva), considerata la scarsa rilevanza delle rimanenze di magazzino. Anche tale risultato può essere reso più comparabile tra club, rapportandolo ai ricavi. Anche tale indicatore conferma il maggior indebitamento dell’Inter.

L’unico indicatore in cui l’Inter presenta un risultato migliore di quello della Juventus si ottiene dal rapporto PFN / Ebitda, ma se si escludesse l’investimento immobiliare di oltre 47 milioni effettuato dalla Juventus, anche tale indicatore presenterebbe un valore migliore da parte della Juventus.

La sostenibilità economica

Fino a qui abbiamo affrontato il tema di come si misura l’indebitamento complessivo e di misurare la sostenibilità finanziaria. Ma il debito deve essere analizzato anche sotto il profilo della sua sostenibilità economica e patrimoniale.

Con riferimento al profilo della sostenibilità economica del debito, i due indicatori più utilizzati sono il rapporto tra oneri finanziari e fatturato e tra EBITDA e oneri finanziari. Entrambi presentano valori migliori nel caso della Juventus, ragionevolmente in considerazione del peggior merito creditizio dell’Inter.

La sostenibilità patrimoniale

Sul versante patrimoniale, invece, non c’è possibilità di confronto tra i due club, in quanto l’Inter al momento ha un patrimonio netto negativo, a differenza di quello della Juventus che pur presentando un valore modesto al 30 giugno 2023 è destinato ad aumentare grazie all’aumento di capitale sociale di 200 milioni (il miglioramento sarà, presumibilmente, modesto, in quanto è prevista una significativa perdita d’esercizio al 30 giugno 2024). Come già evidenziato, inoltre, si può ritenere che l’attivo di Stato patrimoniale della Juventus sia qualitativamente superiore a quello dell’Inter per via dei significativi investimenti extra calcio, la mancata valorizzazione del marchio, così come è evidente la maggiore solidità patrimoniale della proprietà.

Juventus o Inter chi ha più debiti

Juventus o Inter chi ha più debiti? L’Inter al 30 giugno 2023 aveva più debiti della Juventus, anche considerando il finanziamento della controllante integramente oggetto di rinuncia. Tutto ciò premesso, sono sicuro che la maggioranza dei tifosi accetterebbe di essere il club messo peggio come debiti, a condizione di vincere lo scudetto. E quindi? Che vinca il migliore (la Juve).

* Inter: escludendo i 128 milioni. Juventus: escludendo investimenti immobiliari 2023.

le prospettive

Ho fatto questo confronto volutamente in modo molto tecnico, per cercare di spiegare in modo serio come si debbano fare i confronti. Uno dei limiti è la mancanza dell’analisi del trend, poiché mi sono limitato ad osservare soltanto un anno.

La conclusione è che quindi i tifosi della Juventus possono festeggiare? No, i due club sono entrambi troppo indebitati. La Juventus deve perseguire una strategia di riduzione del costo degli ingaggi e degli ammortamenti (cioè ridurre il costo dei cartellini dei calciatori), è l’unica via per perseguire l’utile di gestione. L’Inter su questo versante è più avanti, ma non è comunque ancora in grado di chiudere in utile e, come noto, è esposta al rischio di un prossimo cambio di proprietà.

Qui un estratto di una intervista di Calcio da dietro in cui parlo dei debiti dell’Inter.

L’intervista a Tuttosport: Inter-Juve, la sfida scudetto del bilancio: “Vince una, di corto muso…”

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