Come valutare la performance dell’impresa dal bilancio

L’analisi di bilancio è affascinante, nell’ambito dell’accounting è tra le tematiche che suscita il maggiore interesse sia tra gli specialisti sia tra i non addetti ai lavori. Riuscire a capire lo stato di salute di un’impresa dall’analisi dei bilanci, i suoi punti di forza e di debolezza richiede non soltanto una specifica preparazione tecnica, ma anche una certa “sensibilità”, che si acquisisce negli anni con l’esperienza.
Ciò nonostante, anche i non addetti ai lavori, con uno sforzo modesto, possono acquisire la conoscenza delle tecniche principali e sviluppare gli skills necessari per comprendere l’andamento di un’impresa.

Una premessa è d’obbligo: non si tratta di una scienza esatta, pertanto se lo stato di salute dell’impresa risulta buono, non è possibile garantire che sia davvero così! Se però dall’analisi di bilancio emerge un’impresa in difficoltà, è piuttosto probabile che le cose stiano proprio così! A chi sta pensando, ma se l’analisi della performance non garantisce il risultato allora cosa serve? Potrei rispondere, ad esempio, che anche le previsioni del tempo non garantiscono il risultato, ma ciò non le rende affatto inutili.

L’analisi di bilancio: nozione e finalità

nozione

Con l’analisi di bilancio si fa riferimento alle tecniche ed agli strumenti, applicate in genere su più bilanci, finalizzate a comprendere lo stato di salute dell’impresa. Attraverso l’analisi bilancio si indagano gli “equilibri d’impresa”, ovvero l’equilibrio (o squilibrio) economico, patrimoniale e finanziario. Spesso la valutazione delle performance dell’impresa viene anche definita “analisi finanziaria”, con il significato anglosassone del termine, laddove per “financial analysis” si intende l’analisi dei tre equilibri d’impresa (e non soltanto l’aspetto finanziario).

finalità

Attraverso l’analisi di bilancio si cerca di dare risposte a numerosi quesiti strumentali ad assumere decisioni spesso fondamentali per salvaguardare la durabilità dell’impresa. Con l’analisi di bilancio si valutano numerosi aspetti degli equilibri di un’impresa, si verifica se la società, attraverso la propria attività, è in grado di:

  • raggiungere e mantenere un livello adeguato di redditività in grado di remunerare adeguatamente non soltanto il lavoro ed il capitale di rischio (es. prestiti ottenuti dalle banche), ma anche il fattore produttivo a remunerazione residuale (i soci, cioè il capitale di rischio).
  • fronteggiare gli impegni assunti con risorse finanziarie “autoprodotte”, ottenute cioè attraverso l’incasso dei crediti derivanti dai ricavi, oppure ottenute dai soci o da finanziatori
  • mantenere un livello adeguato (o incrementare) di solidità patrimoniale

Attraverso l’analisi di bilancio si comprende molto del “modello di business” dell’impresa. Ad esempio, un’impresa di produzione molto rigida (ha cioè uno Stato patrimoniale attivo costituito in larga parte da immobilizzazioni materiali), è “condannata” a vendere molto e a sfruttare sempre la propria capacità produttiva, pena chiudere con perdite elevate di gestione, a causa del peso del costi fissi. Può essere il caso di un’azienda automobilistica (l’ex FIAT per intenderci).

Lo stesso vale, spesso, per le imprese commerciali, ma per ragioni differenti. Le imprese che si “limitano” a vendere prodotti realizzati da altre imprese, ottengono spesso margini ridotti, pertanto l’unica possibilità per raggiungere una buona redditività e riuscire ad ottenere buoni volumi di vendita. L’analisi di bilancio è anche utile per individuare quali fonti di finanziamento dovrebbe ricercare l’impresa, ovvero se in una specifica situazione è preferibile richiedere il supporto da parte dei soci (capitale di rischio), oppure finanziamenti (capitale di terzi).

I destinatari

Sono molti i soggetti interessati a conoscere lo stato di salute di un’impresa e, conseguentemente, l’analisi di bilancio:

  • soci dell’impresa
  • manager dell’impresa
  • lavoratori dipendenti
  • finanziatori (banche, obbligazionisti)
  • investitori (investitori istituzionali, fondi, piccoli azionisti)
  • analisti finanziari
  • clienti e fornitori
  • amministrazione finanziaria
  • società di rating
  • organi di controllo (sindaci e revisori)
  • organismi di vigilanza (Consob, Banca d’Italia)

LE ALTRE APPLICAZIONI DELL’ANALISI DI BILANCIO

Non sempre l’analisi di bilancio si propone di comprendere lo stato di salute dell’impresa. E’ così per i soci, i manager e i lavoratori dipendenti, ma anche per i finanziatori, i clienti e fornitori e le società di rating. Nel caso di revisori, sindaci e amministrazione finanziaria, l’analisi di bilancio può essere utilizzata anche con altre finalità. Grazie a tali tecniche, infatti, è anche possibile cercare di capire se i bilanci sono corretti (revisori e sindaci), oppure se l’impresa evade (amministrazione finanziaria). Naturalmente si ottengono soltanto indizi, a volte rilevanti, non vere e proprie prove.

Ricorderete il crack Parmalat, ai tempi in molti dissero, “non è possibile che nessuno sapesse”. Indipendentemente dalla “verità giudiziaria”, l’accusa derivava in buona parte da alcune evidenze dell’analisi di bilancio. Il gruppo Parmalat presentava infatti una liquidità attiva prontamente utilizzabile così elevata da rendere quantomeno anomalo il continuo ricorso a nuovo indebitamento per fronteggiare i prestiti obbligazionari in scadenza. E tale situazione era facilmente individuabile attraverso l’analisi di bilancio (che nella terminologia utilizzata dai revisori prendere il nome di “analisi comparativa”).

Gli strumenti e le tecniche di analisi

Per indagare lo stato di salute dell’impresa non è sufficiente saper leggere un bilancio d’impresa. Il bilancio d’esercizio, redatto in applicazione delle norme del codice civile ed i principi contabili nazionali, presenta numeri ed informazioni secondo logiche non direttamente finalizzate a consentire un’approfondita comprensione dello stato di salute. Gli schemi di Stato patrimoniale e di Conto economico devono essere preliminarmente “riclassificati”, cioè riesposti secondo logiche che consentano una migliore comprensione dell’andamento della gestione.

Attraverso tali schemi riclassificati si riesce a meglio interpretare l’andamento dell’impresa e su tali schemi si calcolano margini e indici per approfondire la conoscenza di diversi aspetti. I margini sono differenze algebriche tra valori assoluti riportati nei bilanci riclassificati, mentre gli indici sono rapporti tra i numeri riportati negli schemi riclassificati. Il CCN, o capitale circolante netto è un esempio di margine, mentre il ROE ed il ROI sono esempi di indici.

Un importante documento ai fini dell’approfondimento della dinamica finanziaria è rappresentato dal rendiconto finanziario. Si tratta di un documento che è parte integrante del bilancio ma che è obbligatorio soltanto se l’impresa redige il bilancio in forma estesa. Per le imprese che redigono il bilancio abbreviato il rendiconto può però essere redatto ai fini dell’analisi di bilancio anche da parte di un soggetto esterno, anche se con qualche limitazione (tipicamente viene redatto dagli istituti di credito).

è dal confronto con sè stessi e con gli altri che ci si valuta

Un atleta può affermare “io corro velocissimo e posso ancora migliorare”, ma come si fa a verificare se è davvero così? Si va a vedere se nel corso degli anni i suoi tempi ad esempio sui 100 metri sono migliorati e, cosa fondamentale, quali sono i tempi ottenuti degli altri atleti sulla stessa distanza. Soltanto attraverso il confronto con gli altri si può arrivare a formulare un giudizio corretto su quanto affermato dall’atleta. Per le imprese è lo stesso.

Per comprendere lo stato di salute di un’impresa l’analisi di bilancio non si deve limitare all’ultimo bilancio disponibile. L’analisi deve avvenire nella dimensione temporale e in quella spaziale. Un singolo dato puntuale non è sufficiente ad esprimere un giudizio affidabile. Per tale ragione, in genere, si analizzano più bilanci (ad esempio, tre o cinque) dell’impresa – analisi nel tempo. In questo modo è possibile individuare i trend, grazie ai quali si riesce ad ipotizzare come potrebbe evolvere la situazione in futuro.

L’andamento delle imprese dipende fortemente però anche dal settore in cui operano, dal mercato, e da numerosi altri fattori. Pertanto, per esprimere un giudizio sullo stato di salute, è necessario confrontare i risultati ottenuti dall’impresa con un benchmark di riferimento. Il benchmark può essere il valore medio dei competitor, oppure, meglio ancora, i risultati dei principali competitor dell’impresa – analisi nello spazio. L’importanza e l’efficacia di tali analisi è ben evidenziata dal seguente grafico:

Come si interpreta il grafico

A prescindere dall’indicatore su cui ci si intende focalizzare e dal suo significato informativo (ad esempio, la redditività dell’impresa), dall’analisi nel tempo emerge un trend di significativo incremento. Ciò significa che in linea di principio è più probabile che il valore continui a crescere anche in futuro. Il giudizio sarebbe diverso nel caso di un’impresa che presentasse il medesimo dato nell’ultimo bilancio ed un trend calante. Il dato puntuale dell’ultimo anno evidenzia inoltre come il risultato raggiunto sia superiore a quello medio del settore in cui opera l’impresa.

Ciò significa da un lato che l’impresa è stata in grado di migliorare molto l’indicatore negli ultimi anni fino a raggiungere un risultato superiore alla media di settore, ma allo stesso tempo che sarà difficile riuscire ad incrementare ancora di molto il valore. La redditività è infatti già superiore al dato medio e ogni settore ha una sua redditività, vi sarà un livello oltre al quale non sarà possibile andare. Se invece il dato medio di settore fosse pari a 50, ovvero molto superiore al dato dell’ultimo anno dell’impresa, l’ipotesi di incremento nei prossimi anni sarebbe maggiormente probabile.

Le fasi del processo di analisi di bilancio

Presupposto essenziale per una corretta analisi di bilancio è l’affidabilità dei dati del bilancio. Il miglior analista al mondo non potrebbe che giungere a conclusioni errate se i dati analizzati non sono affidabili. Da qui si comprende la rilevanza del ruolo dei revisori dei bilanci. C’è inoltre una significativa differenza tra un’analisi di bilancio effettuata da soggetti interni all’impresa e analisi svolta da analisti esterni, basate unicamente su dati pubblici. L’analista interno può svolgere un’attività preliminare di “normalizzazione” dei dati, nel caso in cui in bilancio fossero state adottate politiche contabili o assunte decisioni di altro tipo che potrebbero rappresentare elementi distorsivi dell’analisi di bilancio.

Come nel caso, ad esempio, di emolumenti amministratori stabiliti per importi differenti rispetto a valori di mercato (troppo elevati o troppo bassi), come può avvenire quando l’amministratore è al tempo stesso socio di maggioranza. Le diverse fasi del processo di analisi di bilancio sono così rappresentate:

Il processo di analisi di bilancio richiede preliminarmente l’acquisizione dei bilanci dell’impresa relativamente all’arco temporale considerato. Successivamente si effettua una lettura attenta per comprendere i criteri di valutazione e le tecniche contabili adottate e verificare se sia necessario effettuare “aggiustamenti”. Quindi si procede con la riclassificazione degli schemi di SP e CE e si calcolano gli indicatori/indici.

L’espressione del giudizio finale

La fase conclusiva, la più complessa, è quella interpretativa, la fase in cui è richiesta una particolare sensibilità che si acquisisce con l’esperienza. L’analista deve cioè interpretare i diversi indicatori con un approccio sistemico, attraverso una lettura d’insieme. Alla conclusione di tale processo, evidenziati i punti di forza ed i punti di debolezza dell’impresa, si potranno utilizzare i risultati ottenuti per assumere decisioni. I manager dell’impresa, ad esempio, potranno valutare gli interventi da assumere per migliorare i risultati della gestione, così come gli analisti di un istituto di credito valuteranno il merito creditizio dell’impresa.

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