Nel Derby della Madonnina tra i bilanci non c’è partita

Milan-Inter la partita tra i bilanci. Facciamo un passo indietro, di otto anni (è l’arco temporale che ho analizzato nel mio libro su come leggere i bilanci del calcio). Entrambi i club di Milano hanno registrato, nelle ultime otto stagioni, perdite d’esercizio elevate e quasi identiche: 724 milioni di euro l’Inter e 731 il Milan. E entrambi i club hanno intrapreso, anni fa, una politica di risanamento dei conti, ma con differenze significative.

Il bilanciamento risultati finanziari – sportivi

Nell’eterna ricerca del difficile equilibrio tra esigenze di bilancio e risultati sportivi, la dirigenza del Milan ha messo al centro gli obiettivi di bilancio, anche a costo di sacrificare i risultati sportivi. Occupando la 2a posizione in classifica questa affermazione potrebbe sembrare fuori luogo, ma non va dimenticato che nella scorsa stagione, se non fosse intervenuta l’esclusione della Juventus dalla Champions, il Milan non si sarebbe qualificato per la Champions.

La dirigenza dell’Inter, invece, si è posta l’obiettivo di mantenere una elevata competitività sportiva, perseguendo una strategia di miglioramento graduale volta a raggiungere l’equilibrio economico.

l’indispensabile sostegno delle proprietà

Entrambi i club, a causa delle rilevanti perdite di gestione subite nelle ultime otto stagioni, accompagnate da un rilevante assorbimento di cassa, hanno avuto bisogno di un importante sostegno finanziario da parte della proprietà e hanno fatto ricorso all’opportunità della rivalutazione monetaria. Il sostegno finanziario è stato essenziale per sostenere il patrimonio netto, per consentire gli investimenti nei giocatori e, soprattutto, per preservare la continuità aziendale.

Milan-Inter la partita tra i bilanci finisce pari per sostegno della proprietà

La proprietà del Milan ha versato 660 milioni di euro in tale arco temporale. In aggiunta ai 660 milioni, il patrimonio netto ha beneficiato anche della rivalutazione del marchio, che ha portato all’iscrizione di una riserva di 125 milioni di euro. Complessivamente, pertanto, il supporto al patrimonio netto del club è stato pari a 785 milioni di euro.

La società controllante dell’Inter ha versato a titolo di capitale di rischio (a seguito di progressive rinunce alla restituzione dei finanziamenti), circa 500 milioni, che sono saliti a 576 milioni di euro prima dell’assemblea di approvazione del bilancio al 30 giugno 2023. Inoltre, il patrimonio netto ha beneficiato anche della rivalutazione del marchio e della library, che ha portato all’iscrizione di una riserva di 203 milioni di euro. Complessivamente, pertanto, anche il supporto al patrimonio netto del club è stato simile tra Milan e Inter, raggiungendo circa 780 milioni di euro (circa 830 considerando l’intero finanziamento ricevuto dalla controllante).

Il sostegno della proprietà del Milan ha portato il club a un patrimonio netto positivo elevato

Il sostegno della proprietà e la rivalutazione, però, nel caso del Milan sono stati sufficienti a risanare sia l’aspetto patrimoniale, infatti il Milan ha un patrimonio netto al 30.06.23 pari a 177,2 milioni di euro, sia l’aspetto finanziario, testimoniato da una PFN positiva (il Milan in sostanza non ha debiti finanziari).

Le prospettive dell’Inter

Nel caso dell’Inter, il patrimonio netto (del bilancio consolidato) rimane pesantemente negativo, pari a 85 milioni (tenendo conto della rinuncia di 76 effettuata prima dell’approvazione del bilancio al 30.06.23). E anche dal punto di vista finanziario, l’Inter rimane un club molto indebitato. Il rapporto PFN/Ricavi, calcolato considerando la rinuncia ai 76 milioni di finanziamento soci, è pari all’84% (si veda: Come si valuta l’indebitamento di un club di calcio). Sul fronte dell’indebitamento, sull’Inter rimane la nuvola del bond in scadenza nel 2027, per il cui rimborso sarà necessario l’intervento della proprietà, oppure, sarà necessario rifinanziarlo.
La strada verso la sostenibilità finanziaria è quasi terminata sul fronte economico, mentre sul versante patrimoniale e finanziario servirebbe un intervento della proprietà, per consentire al club non soltanto di presentare un patrimoni netto dignitoso ma, soprattutto, per ridurre il livello di indebitamento finanziario, con conseguenti benefici anche sul versante economico.

l’equilibrio economico richiede attenzione a ingaggi e ammortamenti

Per quanto riguarda l’andamento economico, entrambi i club hanno raggiunto valori elevati di ricavi (con il Milan che nelle ultime stagioni è cresciuto moltissimo), mentre sul fronte dei costi il Milan ha raggiunto un ammontare adeguato di monte ingaggi e ammortamenti dei cartellini, a differenza dell’Inter pur perseguendo il medesimo obiettivo, deve ancora ridurre un po’ ammortamenti e ingaggi per raggiungere l’equilibrio economico, anche perché il Conto economico deve sopportare il costo elevato dell’indebitamento finanziario.

La struttura più leggera dei costi ha consentito al Milan di chiudere il bilancio in utile per la prima volta dal 2006, mentre l’Inter ha registrato una perdita intorno agli 84 milioni, sebbene significativamente inferiore rispetto agli ultimi esercizi. Il bilancio dell’Inter al 30 giugno 2024 dovrebbe presentare una ulteriore riduzione delle perdite di gestione e, con un’attività di mercato oculata (e un dignitoso piazzamento in Champions), il prossimo anno potrebbe puntare a raggiungere l’equilibrio economico.

Sostenibilità finanziaria senza pregiudizio della competitività sportiva?

Entrambi i club l’hanno dichiarato come obiettivo strategico. Se si può affermare che il Milan ha raggiunto la sostenibilità finanziaria, sono molto più prudente nel giudicare la competitività sportiva. Da non esperto di calcio, ho imparato che i risultati in questo ambito devono essere valutati a posteriori. Oggi il Milan è secondo e si potrebbe dire che in fondo non è un brutto risultato sportivo. Ma non dimentico né che non avrebbe potuto partecipare alla Champions lo scorso anno, né soprattutto i giudizi di numerosi addetti ai lavori non tanti mesi fa, quando il Milan era ben lontano dalla seconda posizione, che sostenevano che non basta guardare i bilanci per essere competitivi in campo. E non dimentichiamo il nuovo ciclo del Napoli, che sembra essere durato un solo anno.

L’Inter si potrebbe azzardare che ha preferito privilegiare risultati di breve periodo (con la strategia dei parametri zero) su quelli di medio lungo (l’esempio è la Juventus con la Next Gen). Ma anche queste letture rischiano di essere superficiali e parziali. Quale delle due strategie si dimostrerà vincente, anche sul piano sportivo, lo dimostrerà il tempo. E se la partita tra i bilanci finisce 3-0, per quella sul campo bisogna ancora aspettare qualche giorno, lo scopriremo presto.

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