Per amor di chiarezza

Plusvalenze da scambi. Una risposta serena.

Premessa

Sono intervenuto a Juventibus e, a quanto pare, sono riuscito nell’impresa non da poco di dire cose che non ho detto. A mia discolpa, posso solo dire che stavo parlando in diretta, cercando di spiegare la contabilità UEFA senza usare parole come “permuta non monetaria”. Un esercizio rischioso, evidentemente.

A prescindere dal perché e dal percome — mia poca chiarezza, entusiasmo interpretativo altrui — mi sembra giusto precisare. Non per difendermi, ma perché chi segue questi temi abbia gli elementi per farsi un’idea propria (sono un innato ottimista, nonostante quello che leggo quotidianamente sui social).

Come molti sanno, sono juventino. Ma cerco di esserlo con moderazione. E quando si parla di conti, provo a non tifare per nessuno. L’ho fatto commentando la sentenza dei -15 punti, e me ne sono arrivati altri da una parte. Poi ho detto che l’Inter non sarebbe fallita, e me ne sono presi da un’altra. Insomma, cerco di scontentare tutti, democraticamente.

Iniziamo

Ma andiamo con ordine, ché la contabilità, se non è noiosa, almeno sia chiara.

Per trasparenza, qui trovate il tweet con il testo integrale di quanto di seguito da me riportato solo in estratto (non mi interessa entrare in polemica su affermazioni tipo “qui c’è un professore che insegna in un’Università di Torino e sedicente esperto che dice che…” e simili). Il mio approfondimento è nel merito (io e l’autore del tweet non ci conosciamo e in quello che scriverò non c’è nulla di personale).

Nel valutare la “trascrizione” di quello che ho detto, si tenga conto del fatto che stavo parlando a una trasmissione molto popolare e mi era giustamente stato chiesto di parlare in modo semplice. Chiaramente per iscritto sarei stato molto più preciso (basta leggere i diversi miei articoli sui vari temi pubblicati qui nel mio blog).

Andiamo per ordine. Qui il mio intervento. In rosso le affermazioni che poi analizzo/contesto. FB: è l’estratto di quello che ho detto io. Ci sono tutti i link per leggere/scaricare i documenti citati.

Plusvalenze da scambi: L’Aston Villa e l’UEFA

Non è vero. Il club non è stato punito dall’UEFA a causa delle plusvalenze. Qui trovate il testo del documento UEFA sull’Aston Villa.

La traduzione in italiano del Background, il primo paragrafo del Summary of the Settlement Agreement with Aston Villa FC (ENG) dell’UEFA è il seguente (neretti aggiunti):

“Contesto

  • Il Club non ha rispettato i requisiti di stabilità previsti dagli articoli da 85 a 92 del Regolamento UEFA sulle Licenze per Club e sulla Sostenibilità Finanziaria (“CLFS”) – Edizione 2024.
  • In particolare, il Club non ha soddisfatto la regola degli “utili calcistici” (Football Earnings), avendo registrato, nella stagione 2024/25 (ossia per i periodi di rendicontazione chiusi nel 2023 e nel 2024), un deficit aggregato superiore alla deviazione accettabile.
  • Nel settembre 2024, la Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (“CFCB”) ha avviato un procedimento nei confronti del Club.
  • Nel valutare la conformità del Club alla regola degli utili calcistici, il CFCB ha posto particolare attenzione alle operazioni di scambio di calciatori (le cosiddette “swap”) e ha richiesto specifici aggiustamenti al risultato finanziario del Club.
  • Il 27 giugno 2025, il Club ha concordato un accordo transattivo della durata di 3 anni (il “Settlement Agreement” o l’“Accordo”) con il CFCB, basato sugli elementi elencati di seguito e proposti dal CFCB”.

In parole semplici.

La UEFA non vieta di contabilizzarle nei bilanci, ma impone che vengano escluse ai fini del calcolo degli indicatori di sostenibilità. In particolare, UEFA specifica che:

  • le transazioni swap sono soggette a scrutinio,
  • e non vengono considerate come “ricavi rilevanti” per la regola dei Football Earnings, se non supportate da “substance” economica.

Quindi: l’Aston Villa avrebbe potuto/dovuto sì contabilizzarle nei bilanci (dipende dai principi contabili che adotta tema che non ho approfondito), ma dichiararle separatamente ed escluderle dal prospetto di compliance UEFA.

Evidentemente ciò non è stato fatto e, conseguentemente, l’UEFA ha applicato rettifiche d’ufficio. E, evidentemente, così facendo il club ha superato la soglia massima di perdite d’esercizio accettabili nel triennio.

Plusvalenze da scambi: Juventus, le regole UEFA e la Consob

FB: “La premessa è che l’UEFA, a causa del processo sportivo Juventus, ha cambiato le regole; perchè ha stabilito che tutti i club quando fanno operazioni di scambi di calciatori dove non c’è movimento di denaro, l’UEFA applica la regola dello IAS che ha fatto sua: lo scambio deve essere contabilizzato senza plusvalenza. Che è la stessa contestazione che la CONSOB ha inventato per creare problemi alla Juventus, o che la Juventus che non ha trattato bene la CONSOB se l’è un po’ anche cercata”.

Interpretazione autentica

Riporto l’estratto del mio libro (Come leggere i bilanci del calcio):

Affermare che l’UEFA, alla luce dell’inchiesta Prisma e sportiva, abbia deciso di cambiare le regole, non significa (mi sembra persino superfluo sottolinearlo) che intendessi dire che l’UEFA non avesse alcun conto aperto con la Juventus. Non entro qui nel merito dei tecnicismi sulla condanna non solo in Italia ma anche da parte dell’UEFA. Quando scritto mi sembra sufficiente. L’UEFA cambia le regole come tutti i regolatori quando fatti di cronaca la inducono a ritenere che attraverso una modifica alla regola si riduca il rischio di comportamenti non corretti.

La Consob

L’affermazione “la Consob si è inventata la contestazione” merita una precisazione. Non intendevo dire che qualcuno a Roma, un pomeriggio, abbia deciso di riscrivere l’IAS 38 su un tovagliolo da bar. Volevo dire che prima, nessuno — né revisori, né Consob stessa — aveva applicato quella regola agli scambi. Poi, tutto d’un tratto, ci si è accorti che era lì. Come quando scopri che il telecomando aveva sempre avuto il tasto per i sottotitoli.

Quello che penso sul tema è scritto qui sul blog da tempi non sospetti (Plusvalenze incrociate: la “foglia di fico” del par. 45 dello IAS 38Operazioni incrociate nei bilanci Juventus: Consob vs Revisori)

In quel contesto, ribadisco, in cui in pochi minuti di diretta dovevo chiarire aspetti complessi, mi riferivo al fatto che prima di Consob nessuno in Italia aveva mai ritenuto che gli scambi fossero da contabilizzare con la disciplina delle permute (che in sostanza non consente quasi mai l’iscrizione della plusvalenza che si origina dallo scambio – INDIPENDENTEMENTE dal valore attribuito ai giocatori scambiati). Nessun revisore (tra cui almeno 3 big four su 4) aveva mai contestato la mancata applicazione della regola e nemmeno la Consob stessa.

Chiaro che la Consob non si è “inventata” nessuna regola. Ma ha chiesto alla Juve di trattare le operazioni qualificate dalla Consob stessa in sede di ispezione come scambi sulla base della disciplina della permuta. Ricordo che in Italia abbiamo avuto n. 3 società quotate e mai (ripeto, nemmeno la Consob) aveva contestato queste operazioni.

plusvalenze sugli scambi: L’iscrizione se le tue regole te lo consentono

FB: “Però non c’è niente di disonesto nel fare gli scambi e neanche niente di disonesto nell’ascrivere le plusvalenze se le tue regole contabili te lo consentono. Ma l’UEFA dice quelle plusvalenze le dobbiamo togliere”.

Interpretazione autentica

Applicare i principi contabili non è una questione di ‘codice personale’: è un sistema di regole condivise, adattate però ai diversi contesti. Proprio per questo UEFA impone una riconciliazione ex-post.

I club redigono i bilanci sulla base dei principi contabili interni alla propria nazione o internazionali (IAS/IFRS). Anche qui, segnalo, per chi volesse approfondire, che ho scritto che, a mio parere (e non solo mio), se gli scambi dei calciatori sono da qualificare permute, la regola dovrebbe essere già la stessa per tutti, alla luce dei principi contabili nazionali OIC (tradotto: tutta la Seria A e non solo dovrebbe cancellare tutte le plusvalenze sugli scambi).

Ma rimaniamo sul punto. Ad oggi, nella Serie A, le società non quotate (a dirla tutta anche le quotate), iscrivono le plusvalenze sugli scambi, in quanto le regole contabili nazionali lo consentono (così è stato fatto fino ad oggi, e, come ho appena detto, io non sono affatto d’accordo sul distinguo tra quotate e non, principi contabili alla mano). In ogni modo, prendiamo per buono che sia corretto scriverle. Cosa significa? Che questi club che hanno legittimamente iscritto nei bilanci le plusvalenze da scambio, in caso di qualificazione alle competizioni UEFA, dovrebbero rifare il calcolo del risultato d’esercizio e dei ricavi escludendo tali plusvalenze, che non sono considerate ricavi dall’UEFA.

Lo spiego con un altro esempio ancora più chiaro e molto attuale. In Inghilterra non c’è il limite dei cinque anni di durata massima nella stipula dei contratti dei giocatori (regola che abbiamo invece in Italia, o meglio, avevamo, perché il decreto sport l’ha appena portata a 8 anni). L’UEFA ha deciso che, ai fini del Licensing and Financial Sustainability Regulations, la durata non può essere superiore a cinque anni.

Questo non significa che è diventato illegittimo sottoscrivere contratti più lunghi, i club continueranno a rispettare le proprie regole nazionali, ma quando predisporranno il prospetto di compliance UEFA dovranno rifare i conteggi portando gli ammortamenti calcolati ad esempio su 8 anni a 5, peggiorando in questo modo il risultato d’esercizio.

Quindi, in conclusione, è proprio così, ciascuno nel bilancio applica le sue regole (da non intendersi, fare quello che gli pare… ma mi sembra persin superfluo sottolinearlo… o forse no!).

“Per intenderci: se l’Aston Villa avesse avuto i bilanci a posto, cioè in utile, la UEFA avrebbe tolto quelle plusvalenze: se fossero rimasti in utile non avrebbe sanzionato per violazione della regola”.

Interpretazione autentica

Fraintendere la mia affermazione qui era davvero difficile. In ogni modo, se, ad esempio, l’Aston Villa avesse chiuso tutti gli anni in utile, anche non considerando le plusvalenze da scambi, non sarebbe stata sanzionata, semplicemente perché avrebbe soddisfatto la regola degli Football Earnings.

FB: “Per assurdo, in ambito UEFA (gli scambi) li puoi gonfiare fin che vuoi: perchè se tanto non ti considerano la plusvalenza, vuol dire che magari tu rischi, se la gonfi, un processo nel tuo Stato. Ma all’UEFA va bene perchè tanto lei ti toglie la plusvalenza, quindi che sia un milione o cento milioni a lei non cambia”.

Interpretazione autentica

Lo devo sottolineare che era una battuta per rendere meglio il concetto? Se l’UEFA non considera i ricavi da plusvalenza da scambi nel calcolare i propri parametri, è di tutta evidenza che, anche se queste plusvalenze fossero gonfiate, non produrrebbero alcun effetto rispetto all’obiettivo di rispettare i parametri UEFA.

Cosa rischia la Juventus?

Il conduttore della trasmissione, se ben ricordo, mi ha chiesto se tutto ciò avrebbe prodotto ripercussioni sulla Juventus. E io ho risposto:

FB: “Questo è un problema sicuramente perchè la Juventus nei bilanci ha deciso di continuare a iscriverla (la plusvalenza): poi se all’interno della società fossero convinti di superare anche la verifica dell’UEFA, questo non lo so. Diciamo che adesso abbiamo quasi la certezza che dell’operazione Douglas Luiz l’UEFA dirà: già lo sapete, se già all’Aston Villa hanno tolto la plusvalenza vuol dire che semplicemente anche alla Juventus… la UEFA chiede i numeri rivisti con le sue regole”.

FB: “Quindi quando la Juventus farà i suoi calcoli per come presentarsi all’UEFA, probabilmente sa già a questo punto che non riuscirà a convincerla che quelle sono due operazioni separate. Perchè sembrerebbe, da come dice il comunicato dell’UEFA, che loro diano per scontato che se c’è uno scambio la plusvalenza non si possa iscrivere. Devi stare nei parametri senza quelle plusvalenze lì, punto”.

L’interpretazione autentica

Plusvalenze da scambi. La Juventus non è stata condannata per il fatto, di per sé, di avere fatto plusvalenza a specchio, ma, così afferma la sentenza, per averne dissimulato la natura permutativa. E tale comportamento è da ritenere, sempre secondo la sentenza, in violazione dell’art. 4 sulla lealtà sportiva.

Pendono 2 ricorsi al TAR contro Consob. Io non ho mai affermato che la Juventus abbia ragione a non contabilizzare gli scambi con la regola delle permute, come non ho mai detto che abbia ragione la Consob. Le cose nella vita non sono sempre bianche o nere. È un tema complesso. La regola degli IAS non è nuova ed è molto chiara. E quindi? Non è così chiaro se debba essere applicata ai giocatori.

L’UEFA stessa prevede che sia il club a stabilire se, nella sostanza, le operazioni debbano essere considerate scambi o due operazioni separate. Il caso Aston Villa rende piuttosto evidente che l’UEFA non è probabile che si lasci convincere che operazioni di scambio siano operazioni indipendenti. La Juventus avrà capito che dovrà fare i calcoli senza quelle plusvalenze. La Juventus non rispetterà il limite UEFA delle perdite del triennio. Lo sa la Juve, lo sa l’UEFA. L’esclusione dalla Champions e il conseguenze crollo dei ricavi lo rendeva evidente fin dall’inizio. Infatti, è prevista la somma di 10 milioni in caso di scostamento significativo nel caso in cui i bilanci di Juventus al 30 giugno 2023, 2024 e 2025 presentassero significative violazioni delle UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations (“CL&FS”).

Conclusione

So che alcuni penseranno: “Ma chi te lo fa fare?”. In effetti, me lo chiedo anch’io. Ma se ci fosse un solo lettore disposto a distinguere tra il tifo/odio e i fatti, avrei già vinto la mia partita.

PS: in genere preferisco non alimentare le polemiche, ma in questo caso il travisamento era troppo ampio per non intervenire.
PS2: per capire qualcosa in più, ti ricordo che ho scritto un libro, su Amazon puoi leggere le prime pagine per farti un’idea.
PS3: se sei arrivato fin qui: COMPLIMENTI. A questo punto, puoi leggere il mio commento su come si è conclusa la vicenda sportiva sulle plusvalenze.

2 commenti su “Per amor di chiarezza”

  1. Ma chi te lo fa fare? Professore sei ancora troppo giovane, quando avrai raggiunto la mia età, sarai consapevole che sono tutte battaglie perse, fatiche inutili …

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