La strategia di mercato che suggerirei al Football Director Giuntoli, se fossi il CFO della Juventus

Quale strategia suggerirei a Giuntoli se fossi il CFO Juventus: come gli obiettivi di bilanci possono influenzare le strategie di mercato.

Questo è un articolo che rivisita l’intervista di Daniele Galosso pubblicata su #tuttosport il 10 giugno 2024.

Prima di andare oltre, ti invito a leggere il mio tweet dell’11 marzo 2024 riportato qui sotto, che fa da premessa a quanto seguirà.

La ricerca della sostenibilità finanziaria

La Juventus deve conciliare sostenibilità finanziaria e competitività sportiva. Si è data l’obiettivo di raggiungere l’utile entro l’esercizio 2026/2027. Incrementare i ricavi è complesso, quindi la strategia principale, indicata nel business plan, è la riduzione dei costi dei cartellini e degli ingaggi.

La strategia della Next Gen

La Juventus ha la fortuna di avere una rosa numericamente ampia e non pochi giovani talenti. Molti pensano che per raggiungere l’utile, considerato che i ricavi sono insufficienti, la via sia quella di ottenere plusvalenze, cedendo alcuni talenti della Next Gen. Le cose non stanno proprio così, come dirò tra poco. L’investimento (assolutamente strategico nel medio-lungo) nella Next Gen è fondamentale perché consente, se si è bravi e anche un po’ fortunati, di far crescere giovani talenti a costi decisamente inferiori rispetto all’acquisto del cartellino sul mercato. Giocatori che potranno rivelarsi preziosi per la prima squadra o per il mercato.

Plusvalenze e cessioni strategiche

Il mercato in entrata deve essere finanziato dalle cessioni, ma non tutte le cessioni sono uguali. Se fossi il CFO della Juventus direi al F.D. Giuntoli che il mercato in entrata deve essere sostanzialmente finanziato dal mercato in uscita. E fino a qui è un’affermazione banale, date le premesse. Ma c’è un però. Immaginate che cedendo un big, ad esempio Chiesa (il mio non è né un auspicio né un suggerimento, è solo un esempio), si possa ottenere una plusvalenza pari a 25 milioni (non guardate i numeri, ma focalizzatevi sull’esempio). E che cedendo un giovane, ad esempio Soulé, si possa ottenere una plusvalenza sempre di 25 milioni. Secondo voi direi a Giuntoli “fai tu, l’importante è che si ottenga la plusvalenza?”. No.

Immaginate che quest’estate la Juventus riesca a ottenere 80 milioni di plusvalenze cedendo 5 giovani talenti (Soulé, Barrenechea, Aké, Huijsen e Kaio Jorge). Avremmo fatto un importante passo verso l’utile nel 2026/2027? No, otterremmo un miglior risultato di bilancio nell’immediato, ma saremmo sempre al punto di partenza per quanto riguarda la spending review.

Per quale motivo? Perché i giocatori che ho citato, pur avendo mercato, pesano poco sul bilancio della Juventus in termini di ingaggi e ammortamenti. La sostenibilità finanziaria significa camminare sulle proprie gambe (tradotto: non dover fare un aumento di capitale sociale ogni due anni). E se cedessimo solo giovani talenti, otterremmo in quell’anno ottime plusvalenze, ma dall’anno successivo saremmo punto a capo, non tutti gli anni puoi ottenere plusvalenze elevate (30-50 milioni medi annui è l’obiettivo che si intuisce dal business plan) e la società rischierebbe di tornare a chiudere in perdita.

Quale strategia suggerirei a Giuntoli se fossi il CFO Juventus: priorità alle cessioni dei giocatori più costosi

A Giuntoli direi che, dall’elenco dei giocatori che ritiene di mettere sul mercato, consideri come prioritaria, nelle trattative, la cessione di giocatori i cui costi fissi (somma dell’ammortamento e dell’ingaggio) a bilancio siano significativi. Questo non significa vendere Vlahovic, Chiesa e Bremer, che sono i tre giocatori che pesano di più nel Conto economico della Juventus. Ma, per quanto possibile senza compromettere i risultati sportivi, devono prioritariamente essere ceduti giocatori con un costo fisso elevato.

Ad esempio, se dovesse arrivare Di Gregorio, il portiere che potrebbe essere ceduto diventerebbe Szczesny (uno dei miei preferiti in assoluto), perché pesa oltre 13 milioni l’anno solo di ingaggi e ammortamenti. Un giocatore che potrebbe essere ceduto è Kean, per la stessa ragione. Poi naturalmente la Juventus, avendo un numero elevato di giocatori, qualche giovane lo cederà, le plusvalenze servono anche a ottenere liquidità e migliorare la situazione finanziaria.

I giocatori ceduti dovranno essere sostituiti (e la panchina dovrà essere più lunga considerato che l’anno prossimo si giocherà la Champions e il mondiale per club). Sì, ma rispetto al passato dovrà essere superiore il numero di giocatori da inserire in prima squadra provenienti dalla Next Gen, perché non si portano dietro il peso del costo del cartellino e, essendo giovani, non hanno ancora un ingaggio elevato (come prevede già il BP) o a parametro zero (il Rabiot di turno per intenderci).

Il mercato dovrà chiudere con un costo a conto economico prodotto dagli acquisti (nuovi ammortamenti e ingaggi) inferiore a quello dei calciatori ceduti. (diversamente tutto quello che ho detto prima diventerebbe inutile).

Quale strategia suggerirei a Giuntoli se fossi il CFO Juventus: Conclusione

La strada verso la sostenibilità finanziaria per la Juventus passa attraverso una gestione oculata del mercato: cessioni mirate di giocatori con alti costi di bilancio e un aumento del numero di giovani talenti inseriti in prima squadra. Solo così sarà possibile raggiungere l’utile previsto senza compromettere la competitività sportiva. Naturalmente ciò non esclude che non si debba fare di tutto per incrementare in modo strutturale i ricavi, tanto più si riuscirà in tale strategia, tanto meno sarà necessario ridurre i costi fissi.

Ma è possibile raggiungere il doppio obiettivo della competitività sostenibile? Si, in passato la Juve lo ha già dimostrato, intorno agli anni 2000 chiuse i bilanci in utile per ben sette stagioni consecutive e l’ultimo bilancio in utile è stato quello del 2017 (il Milan, che oggi può essere preso come esempio di efficacia nel perseguire gli equilibri di bilancio, prima del 2023 aveva chiuso ben 16 bilanci consecutivi in perdita).

Tweet dell’11 marzo 2024: cosa prevede il business plan Juventus

al punto 4 c’è un errore “pre Covid” e non “post”.

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