Nomina del revisore legale o del sindaco nelle “nano imprese”: ultima chiamata

Ci siamo (forse) dopo la prima scadenza per la nomina del revisore legale o del sindaco del 16 dicembre 2019 e la successiva (per chi ha approvato i bilanci 2019 senza ricorrere ai maggiori termini) delle assemblee di aprile 2020, con il 28 giugno si completerà il processo di nomina in decine di migliaia di Srl.

Ricordo che la nomina è divenuta obbligatoria a seguito dei nuovi parametri di cui all’art. 2477 c.c., modificati in relazione alla prossima entrata in vigore del codice della crisi d’impresa (anch’esso prorogato a settembre 2021).

Chi è tenuto a nominare il revisore legale o il sindaco

L’anomalo posticipo del termine ultimo entro il quale provvedere alla nomina (giunto successivamente alla scadenza del termine fissato nel 16 dicembre 2019), ha comportato due conseguenze per chi ha potuto beneficiare di tale possibilità (chi non ha rispettato il termine del 16.12):

  1. il triennio di durata dell’incarico riguarderà gli esercizi 2020, 2021, 2022 (la durata triennale non è derogabile);
  2. gli esercizi da prendere a riferimento per verificare l’obbligatorietà della nomina diventano il 2018 ed il 2019 (pertanto in alcuni casi società tenute alla nomina entro il 16.12.2019 si troveranno non più obbligate nel 2020).

L’obbligo di nomina scatta se la società:

  1. è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  2. controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  3. ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

I parametri di cui al punto 3) sono quelli che comportano l’obbligo di nomina per la prima volta in decine di migliaia di Srl.

Va ricordato che è sufficiente il superamento di uno solo dei tre limiti (e non più due su tre come in passato).

Inoltre, nei due esercizi i limiti superati possono essere tra loro differenti (es. in un esercizio si è superato il limite dei ricavi e nell’altro il limite dei dipendenti).

tra Covid-19 e rinvio del codice della crisi, perchè non rinviare l’obbligo di nomina?

Sono più di una le ragioni che mi inducono a ritenere che sia corretta la decisione del legislatore di non rinviare ulteriormente l’obbligo di nomina nelle “nano imprese”.

Per quanto riguarda gli effetti negativi di Covid-19, c’è chi ritiene che in un periodo di crisi per molte imprese sarebbe stato opportuno non “caricarle” di ulteriori costi.

Se dal punto di vista dell’imprenditore certamente è comprensibile tale posizione, a volte si dimentica l’obiettivo del revisore e del collegio sindacale, che è quello di tutelare anche e soprattutto i terzi.

Sono proprio le imprese in difficoltà a presentare il maggior rischio di rappresentare nei bilanci uno stato di salute non rispondente al vero al fine di cercare di ottenere il supporto finanziario degli istituti di credito.

E i finanziatori, anche loro imprese, devono poter valutare il merito creditizio potendo contare sul fatto che il bilancio sia stato assoggettato a revisione. Ho già avuto modo di sottolineare, in un precedente contributo, come la revisione non sia soltanto un costo.

Allo stesso modo, è proprio nelle situazioni di crisi che sarebbe importante la presenza almeno di un sindaco che, a differenza del revisore, svolge un’attività di vigilanza sulle decisioni aziendali anche ex ante.

Chi si trova a suo malgrado ad essere “spalle al muro”, talvolta, consentitemi la battuta, passa “al lato oscuro”.

Sul versante codice della crisi d’impresa, invece, va considerato come l’intento del legislatore fosse fin dall’inizio quello di obbligare alla revisione del bilancio le imprese nell’esercizio precedente l’entrata in vigore del meccanismo di allerta interna.

Infatti, originariamente, il revisore doveva essere nominato con effetto sul bilancio 2019 con un’entrata in vigore prevista nell’agosto 2020.
Ora si prevede la nomina del revisore con effetto sul bilancio 2020 con l’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa a settembre 2021.

Chi nominare

Nella maggioranza dei casi ragionevolmente prevarrà un ragionamento puramente basato sui costi, pertanto molti imprenditori opteranno per la nomina del solo revisore legale.
L’attuale norma delinea una ingiustificabile netta differenziazione tra SpA (sempre obbligate alla nomina del collegio sindacale) e Srl (mai obbligate).
Per completezza ricordo che sono state proposte anche differenti tesi in merito al soggetto che la Srl è tenuta a nominare. Ciò nonostante, ormai ritengo si possa affermare senza timore di essere smentiti, che la norma richiede esclusivamente la nomina obbligatoria del soggetto incaricato della revisione.

Secondo tali differenti interpretazioni dell’art. 2477 c.c., le Srl sarebbero obbligate alla nomina anche del sindaco unico (ne segnalo una per tutte, la prima interpretazione in tal senso, a cui ne seguirono altre).

Il fatto che non sia obbligatorio nominare il sindaco non significa che ciò non sia da considerare in molti casi opportuno.

Si tratta, però, di una “sensibilità” lasciata (ingiustificatamente) alla discrezionalità dei soci.

Revisore o sindaco con revisione?

Si può affiancare al sindaco un differente soggetto incaricato della revisione legale, ma non è possibile nominare un sindaco soltanto senza attribuirgli la funzione di revisione.

Nelle Srl che superano i limiti di cui all’art. 2477 c.c., come sottolineato, la revisione è obbligatoria.

Nel valutare se decidere per il revisore oppure un sindaco unico a cui ragionevolmente sarà attribuita anche la revisione legale, si devono considerare le differenze tra i due soggetti.

In estrema sintesi e senza pretesa di esaustività, il revisore interviene sempre a posteriori e si “limita” a verificare la correttezza sostanziale del bilancio.

Il sindaco, invece, partecipa ai momenti decisionali più rilevanti per l’impresa (ai CdA) e svolge un’attività di vigilanza anche ex ante (verifica la correttezza dell’ordine del giorno in caso di convocazione di CdA o di assemblee).

A fronte dei maggiori doveri ha anche maggiori poteri.
Ad esempio, quello di sostituirsi agli amministratori in caso di necessità di convocare l’assemblea, in caso di loro inadempienza).

E se il sindaco deve sommare su di sé anche la funzione di revisore legale, ragionevolmente il costo sarà superiore rispetto alla sola nomina del revisore.

I benefici nell’avere un sindaco

Per quale ragione allora un imprenditore potrebbe talvolta ritenere opportuno nominare il sindaco unico?

Per poter contare sul confronto con un professionista qualificato che vigila sulla correttezza del processo decisionale (c.d. correttezza sull’amministrazione).

Il sindaco non vigila soltanto sul rispetto di norme e regole, ma anche sulla razionalità e correttezza del processo decisionale.

Vigila cioè sulle modalità attraverso le quali vengono assunte le decisioni.

Il sindaco può quindi aiutare l’amministratore (che nelle “nano imprese” talvolta è privo di competenze aziendali) a non commettere passi falsi.

In sostanza, il sindaco esercita in parte un pò quel ruolo che nelle maggiori società è attribuito all’amministratore indipendente.
Ma come è facile immaginare, deve essere l’imprenditore a credere nell’utilità di inserire nella propria “governance” il sindaco.
Diversamente prevarrà sempre un ragionamento basato sul costo.

Dal punto di vista dei commercialisti, si deve considerare come al sindaco siano attribuite maggiori responsabilità rispetto a quella del solo incarico di revisore.

Pertanto, è opportuno tenerne conto non soltanto nella valutazione del rischio strumentale a decidere se accettare l’incarico ma anche nel valutare l’adeguatezza del compenso.

Inoltre, nel caso di imprese che presentino incertezze significative sulla prospettiva di continuità aziendale, il revisore potrebbe non accettare l’incarico a causa dell’elevato rischio professionale.

Qui la presentazione del mio manuale con taglio tecnico-operativo sulla revisione delle PMI.

Il verbale di assemblea e la nomina del revisore legale: un esempio di format

Sul piano operativo, è opportuno che nell’elenco dei punti all’ordine del giorno sia indicata prima l’approvazione del bilancio e poi la nomina del revisore o sindaco.

Per approfondimenti su ordini del giorno e verbali: I verbali del c.d.a. e delle assemblee di s.r.l. e s.p.a.

Ricordo che il revisore deve presentare una proposta di incarico e nel verbale si deve citare l’ammontare del compenso indicato nella proposta del revisore.

Ecco un esempio di format di verbale di assemblea in videoconferenza a causa di Covid-19 sull’approvazione del bilancio e contestuale nomina del revisore in una “nano impresa”.

Per indicazioni sulle assemblee convocate attraverso mezzi di comunicazione a seguito del Covid-19 si vedano le indicazioni di Assonime Q&A sulle assemblee “a porte chiuse”.

le conseguenze in caso di mancata nomina

Il mancato rispetto del dettato civilistico comporta la nomina “d’ufficio”, in quanto l’art. 2477 c.c. prevede che qualora l’assemblea non provveda, “alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese“.

Ed è proprio la nuova previsione normativa, ovvero la nomina su segnalazione del conservatore del registro delle imprese che comporterà, a regime, l’impossibilità di non provvedere alla nomina in violazione della norma di legge (come poteva avvenire in passato).

Pertanto è auspicabile che tutte le imprese tenute alla nomina vi provvedano, considerato anche l’ampio lasso di tempo avuto a disposizione per individuare il soggetto da nominare.

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